Guardare la lista iscritti di un rally italiano è un esercizio più interessante di quanto sembri: racconta quali costruttori stanno vincendo la battaglia tecnica del momento. Nel 41° Rally Città di Torino, come in quasi tutte le gare del calendario nazionale, la categoria che assegna la vittoria assoluta è la Rally2 — e lì c'è un modello che si è imposto come riferimento: la Škoda Fabia.
Rally2: la categoria che decide chi vince
Prima di leggere qualsiasi elenco iscritti serve capire una cosa: nei rally nazionali la vittoria assoluta si gioca quasi sempre fra le vetture Rally2. È la classe regina accessibile ai team privati, e le sue regole sono state scritte proprio per tenere sotto controllo i costi senza spegnere le prestazioni.
In sintesi: motore turbo benzina di circa 1.600 cm³ intorno ai 290 CV, trazione integrale, cambio sequenziale, sospensioni a corsa lunga e una scocca derivata da un modello di serie. Sopra ci sono le Rally1 del mondiale, sotto le Rally3 e Rally4. Chi punta al successo assoluto in una gara come quella torinese, però, si presenta con una Rally2.
Il dettaglio che rende la categoria interessante per chi non segue i rally è l'ultimo: la scocca deve derivare da un'auto di serie. Non sono prototipi. Sotto la livrea e il roll-bar c'è la stessa vettura che trovi in concessionaria.
Škoda Fabia: come una utilitaria è diventata l'auto da battere
La Škoda Fabia RS Rally2, sviluppata da Škoda Motorsport sulla base dei Fabia di quarta generazione, è oggi una delle vetture più diffuse nei rally italiani. Ha un motore 1.6 turbo benzina da circa 289 CV, trazione integrale e un pedigree che viene da lontano: la generazione precedente, Fabia R5, ha costruito nel mondiale WRC2 un palmarès che ha reso il nome Škoda sinonimo di vettura da rally per team privati.
Il motivo di questo dominio non è un singolo dato tecnico, ed è la parte che vale la pena raccontare. Le Rally2 sono tutte simili sulla carta: quello che fa la differenza è l'affidabilità, la disponibilità dei ricambi e il costo di gestione per stagione. Un team privato che deve portare l'auto al traguardo di dodici gare l'anno sceglie la vettura che si rompe meno e che si ripara in fretta. È una logica molto più vicina a quella di chi compra un'auto per andare a lavorare di quanto si immagini.
Il punto che sfugge: l'auto che vince i rally italiani non è una supersportiva. È la versione da corsa di una
Škoda Fabia, cioè di una utilitaria da famiglia. Quando un costruttore riesce a fare entrambe le cose con la stessa scocca, sta dicendo qualcosa di preciso sulla qualità del progetto di base.
Dalla prova speciale alla strada: Fabia che puoi guidare
Fra la Rally2 e la
Škoda Fabia di serie c'è tutta la distanza che ci si aspetta: la vettura da gara ha telaio irrigidito, trazione integrale, differenziali autobloccanti e un motore che con quella cilindrata sviluppa più del doppio della potenza. Nessuno compra una Fabia pensando di avere in garage una Rally2.
Quello che resta, però, non è marketing. Il lavoro fatto per irrigidire una scocca, per gestire i carichi sulle sospensioni e per far durare una trasmissione sotto stress torna, in forma diluita, sui modelli di serie. E c'è un effetto collaterale meno tecnico ma concreto: un costruttore che porta la stessa piattaforma a vincere gare per stagioni intere ha molti più dati sul comportamento reale di quel progetto di quanti ne avrebbe dai soli test di sviluppo.
L'altra storia da rally: Mitsubishi, Mäkinen e la Dakar
C'è un secondo marchio con un passato rallystico che pesa, e non è un dettaglio da appassionati. Mitsubishi ha vinto con la Lancer Evolution quattro titoli mondiali piloti consecutivi con Tommi Mäkinen, dal 1996 al 1999, aggiungendo nel 1998 anche il titolo costruttori. Per quattro stagioni la Lancer Evo è stata l'auto da battere nel mondiale rally.
Sull'altro fronte, quello dei rally-raid, il Pajero è la vettura più vittoriosa nella storia della Dakar: dodici successi, di cui sette consecutivi fra il 2001 e il 2007. Un dominio che nessun altro costruttore ha replicato in quella corsa.
Sono due storie diverse — velocità pura su asfalto e sterrato da un lato, resistenza estrema dall'altro — ma raccontano la stessa cosa: la trazione integrale e la robustezza meccanica sono il terreno su cui Mitsubishi ha costruito la propria reputazione. Chi oggi guarda un
SUV Mitsubishi in gamma compra un marchio che quella scuola l'ha frequentata a lungo.
Perché seguire un rally se non sei un appassionato
Una gara come il Rally Città di Torino è, molto concretamente, un banco prova. Le prove speciali mettono sotto stress in due giorni quello che su strada aperta si logora in anni: sospensioni, freni, trasmissione, raffreddamento, elettronica di controllo della trazione.
Non tutto quello che si vede in gara arriva sulle auto di serie, e chi sostiene il contrario semplifica troppo. Ma la direzione di sviluppo, quella sì: i sistemi di controllo della trazione e di gestione della coppia fra gli assi che oggi diamo per scontati su un SUV di famiglia arrivano da un percorso che è passato anche per le competizioni.
Domande frequenti
Che cos'è una vettura Rally2?
È la categoria che assegna la vittoria assoluta nella maggior parte dei rally nazionali: motore turbo benzina di circa 1.600 cm³ intorno ai 290 CV, trazione integrale, cambio sequenziale e scocca derivata da un modello di serie. Le sue regole nascono per contenere i costi e renderla accessibile ai team privati.
Perché la Škoda Fabia è così diffusa nei rally?
Perché nelle Rally2, dove le prestazioni sono livellate dal regolamento, contano affidabilità, disponibilità dei ricambi e costo di gestione per stagione. Fabia RS Rally2 e prima di lei Fabia R5 si sono costruite una reputazione proprio su questi tre fattori.
La Škoda Fabia da rally è la stessa che si compra in concessionaria?
No, ma condivide la scocca di base: il regolamento Rally2 impone che la vettura derivi da un modello di serie. La versione da gara ha telaio irrigidito, trazione integrale, differenziali autobloccanti e oltre il doppio della potenza.
Quali titoli mondiali ha vinto Mitsubishi nei rally?
Quattro titoli piloti consecutivi con Tommi Mäkinen e la Lancer Evolution, dal 1996 al 1999, più il titolo costruttori nel 1998. Nei rally-raid il Pajero è la vettura più vittoriosa della storia della Dakar con dodici successi, sette dei quali consecutivi fra 2001 e 2007.
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Dati sportivi e storici verificati sulle fonti ufficiali di categoria. Per la lista iscritti e il programma aggiornato del 41° Rally Città di Torino fai riferimento alla comunicazione dell'organizzatore e ad
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